Arrivo a Chicago

Primo giorno…

2013-08-06-20-00-45

Eccoci giunti nella  “Windy City”, la prima tappa del nostro lungo viaggio itinerante, dove ci fermeremo due notti (è l’unico albergo che abbiamo prenotato da Milano); per tutti gli altri decideremo di giorno in giorno…a seconda di dove la strada ci porterà…che bello!

Ma adesso concentriamoci su questa grande città che non conosco, se non per aver visto una dozzina di volte il film dei Blues Brothers. Il volo è stato piacevole (Milano-Madrid-Chicago con Iberia) e non siamo particolarmente stanche. E meno male, perché sta per cominciare  un pomeriggio-serata-nottata senza sosta. Abbiamo sette ore di fuso da far passare per rimetterci in pari con l’ora locale. Qui sono le cinque del pomeriggio e in Italia è già mezzanotte, ma resisteremo!

Il trasferimento aeroporto/hotel è piuttosto rocambolesco: da vere viaggiatrici, abbiamo pensato bene di snobbare i taxi  per provare l’ebrezza di sperimentare qualunque altro mezzo di trasporto. Così, scendiamo dal metro leggero del terminal e trasciniamo faticosamente  le valigie sulla grande scala di ferro per infilarci in un vagone affollato (è l’ora di punta!) della “sopraelevata”. Ma non è finita:  c’è ancora l’autobus 76 da prendere per arrivare – forse –  a destinazione al Willows Hotel, in 555 West Surf. 

Siamo fortunate, perché troviamo una signora molto gentile che scende proprio alla nostra fermata e che, in pratica, ci accompagna  fino all’albergo.

Willows Hotel

Willows Hotel

Anche la zona non è male. Ci sono edifici bassi di mattoni rossi, vie alberate con aiuole lungo i marciapiedi e bici parcheggiate qua e là.

2013-08-06-17-14-39Molliamo i bagagli, diamo un’occhiata veloce alla stanza, e..via di nuovo! Vogliamo vedere il lago Michighan che non dovrebbe essere particolarmente distante. Attraversiamo un tratto del Lincoln Park, camminando lungo una stradina interna, dove sfrecciano ciclisti e corre un sacco di gente in entrambe le direzioni. Per ben due volte – annebbiata dal jet-lag – vago apparentemente senza una meta precisa e rischio di essere travolta da due biciclette.

Il lago, all’improvviso, ci compare davanti.

lago-michigam

Lago Michigan

Con queste nuvole grigie fa un tutt’uno con il cielo; ma è bello lo stesso perché sembra mare e all’orizzonte non c’è nulla, solo il vento che soffia da lontano e qualche barca a vela.

Tornando verso l’albergo, decidiamo di fermarci in un grill-bar per quella che –  a questo punto – dovrebbe essere la nostra cena (ma per noi sono la tre del mattino!!). Del resto, tirare così è l’unico modo per entrare da subito nel ritmo di questa città che domani dovremo percorrere in lungo e in largo…

Sarà una grande giornata..!

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