A spasso tra i grattacieli

 

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Secondo giorno…

 

Questa mattina siamo riuscite a svegliarci presto – alle 7.40 – perfettamente allineate con l’ora locale. Il nostro albergo è grazioso e un po’ vetusto (secondo la brochure ha “un fascino europeo”…) Abbiamo un giorno solo per visitare tutta la città e il nostro programma di oggi è fittissimo.

Domani, comincerà l’avventura on the road.

museo-storia-naturale

Peggy Notebaert Nature Museum

Così, non perdiamo tempo e ci mettiamo in marcia verso il Downtown, passando ancora dal Lincoln Park. Qui c’è il Peggy Notebaert Nature Museum, uno dei musei di storia naturale più belli del mondo. Purtroppo, con le poche ore a disposizione non ce lo possiamo permettere, quindi ci accontentiamo di girargli intorno per ammirarne la bella architettura, modernissima. Il parco è pieno di bambini, organizzati in gruppetti e seguiti dalle educatrici. Alcuni vengono portati a spasso tutti in fila, attaccati a un lungo nastro, così da formare dei “trenini di bimbi”. Certo che per loro qui è un paradiso: oltre a tutto questo verde ci sono i laboratori del Museo della Scienza, c’è lo Zoo e, poco più avanti, la Fattoria nel Parco.

Lincoln park

Il laghetto di Lincoln Park

Nel nostro tragitto verso sud, continuiamo a camminare all’interno del Lincoln Park. Ci sono molti fiori e anche un lago piuttosto grande; sullo sfondo i grattacieli. Ma camminare stanca – nonostante la splendida cornice –  e la strada per arrivare in centro è ancora lunga.

Così, prendiamo un autobus (tanto abbiamo la nostra tessera di 3 giorni da sfruttare) e, in un minuto, scendiamo a due passi da Magnificent Mile, un nome che già dice tutto. E’ il primo tratto di Michigan Avenue  – lungo un miglio, appunto – sovrastato da grattacieli altissimi ipermoderni  e costellato di negozi d’alta moda, gioiellerie, “templi” dell’elettronica e di tutto quanto c’è di meglio per lo shopping.

Certo che qui Chicago ricorda tanto New York, anche se i grattacieli sono molto più alti. Soprattutto quelli che, nell’area più centrale, si concentrano lungo le sponde del Chicago River. Dopo il gigantesco incendio del 1871, la città è stata in larga parte ricostruita, diventando una sorta di “laboratorio di architettura”. Ci prenotiamo per un giro in battello di un’ora e mezza, interamente dedicato ai più importanti e avveniristici edifici della città. Bella l’idea!  Soprattutto per mia cognata Margherita che di mestiere fa l’architetto.

Chicago River

Chicago River

Peccato però che il ragazzo che ci fa da guida parli con un  accento del luogo esagerato e, per di più, a una velocità impressionante. Risultato: non capiamo quasi nulla delle sue spiegazioni (che sembrerebbero molto precise e  ricche di dettagli tecnici) e, alla fine del nostro tour, delle altissime torri di Chicago e dei loro progettisti ne sappiamo tanto quanto prima.

Un po’ deluse ma non troppo, perché la navigazione è stata comunque molto suggestiva, ci incamminiamo verso Millennium Park, poco sotto il fiume. Qui,  dovrebbe esserci la famosa scultura ribattezzata “The Bean” – il Fagiolo – che il realtà si chiama “Cloud Gate” (il cancello della nuvola).

Bello…ci appare davanti all’improvviso come una grande astronave!

The "bean"

The “Bean”

E’ un immenso fagiolone luccicante  che riflette le immagini distorte dello skyline. Poco più il là, c’imbattiamo nella Crown Fountain: due grandi blocchi di cristallo alti 15 metri su cui sono proiettati volti di persone di ogni razza (perché Chicago è una città ad alto quoziente multietnico).

Ho un desiderio che entro sera devo assolutamente realizzare: voglio salire in cima alla Willis Tower .  Soprattutto dopo aver visto dal battello i quattro balconi trasparenti che fanno capolino dall’ultimo piano. Voglio provare l’ebrezza di stare in piedi – nel vuoto – sopra la città…

Purtroppo, il desiderio svanisce all’istante, quando alla biglietteria ci informano che bisogna fare un lunga coda di quasi due ore prima di salire. Che facciamo?

Rinunciamo e torniamo dalle parti di Magnificent Mile per andare ad ammirare la città  dall’ Osservatorio John Hancock, un grattacielo che questa mattina avevamo snobbato perché alto “solo” 344 metri; niente in confronto alla Willis che sfiora i 442!

Crown Fontain

Crown Fontain

E, allora, riprendiamo al volo la “sopraelevata” (davvero molto affascinante con questo suo sferragliare a pochi metri dalle finestre di case e uffici) e ripuntiamo verso nord.

18 dollari e 94 piani ed eccoci arrivate “on the top”. Da quassù la vista sui quattro lati è stupefacente, soprattutto quella che inquadra il litorale del grande lago Michigan. Dopo tutto questo gran correre, decidiamo di restare qui un po’ più a lungo: ci riposiamo e aspettiamo che nella città sotto di noi si accenda qualche luce della sera.

Ecco che, piano piano, tutte le lunghe arterie che l’attraversano in ogni direzione cominciano a illuminarsi: sono le mille auto in coda, è l’ora di punta, un lungo flusso omogeneo che avanza lentamente. Bello il panorama con il tramonto…e i tetti dei grattacieli visti dall’altro fanno impressione, sono così vicini…su alcuni ci sono addirittura le piscine.

Ci siamo riposate ma adesso la fame comincia a farsi sentire. Così, riprendiamo l’ascensore e torniamo a terra a mescolarci con la vita brulicante della città.

Per cena vogliamo provare la “deep-dish pizza”che è tipica di Chicago. Sappiamo già dove andare e camminiamo fino alla “Pizzeria Uno”. Ma il locale sembra sia stato preso d’assalto, dentro è strapieno e fuori c’è una lunga coda di gente che aspetta.

Non facciamo un plissé, perché tanto abbiamo un’alternativa (che fonte d’informazione preziosa sono i diari degli altri viaggiatori!): andiamo dirette e sicure alla “Pizzeria Due”, a un isolato più in là. Qui il posto c’è e ci mettiamo comode, sedute a un tavolo all’esterno.

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Arriva il cameriere e ci informa che dovremo però aspettare 45 (quarantacinque!) minuti, perché la cottura è lunga, dato che la “dish-deep pizza” è molto spessa. Questa non ci voleva…sto morendo di fame!

Ci consoliamo con due birre alla spina, così quando – finalmente – arriva la pizza, siamo costrette a ordinarne altre due.

Questa specialità locale è buonina, ma non eccezionale e forse davvero troppo spessa e pesante. La nostra giornata infinita si chiude con un salto all’Hard Rock Cafè che è  proprio lì vicino. Un paio di acquisti per figli e nipoti adolescenti ed eccoci di nuovo sulla sopraelevata versione “by night”.

Sempre emozionante…2013-08-07 01.31.36

Scese dalla metro raggiungiamo la fermata degli autobus per scoprire che a quell’ora (sono le 11.30) non sono più in servizio. E, allora, via…di nuovo a piedi!

Ma quanto abbiamo camminato oggi?

Ho una gamba dolorante al massimo. Forse, per uno strappo muscolare. Come se non bastasse, a un certo punto arriva dietro di noi un gruppo di ragazzotti ubriachi che va nella nostra stessa direzione. Non ci diciamo niente, anche se sappiamo entrambe di non essere proprio tranquille.

Siamo due signore âgées , suvvìa, che rischi possiamo correre?

Finalmente, arriviamo al nostro caro alberghetto; percorriamo il lungo corridoio in perfetto “stile Shining” e,  in pochi minuti, siamo pronte per andare a nanna.

Giornata intensa oggi a Chicago!

aiuto!

AIUTO..!

 

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5 pensieri su “A spasso tra i grattacieli

  1. ……….. arrivate in Michigan Avenue entriamo immediatamente da AT&T per comperare la nostra SIM americana per poter comunicare con i parenti senza spendere un patrimonio, adesso ci sentiamo veramente delle “American’s girls”

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