Marina del Rey – Santa Monica – San Clemente

 

Diciottesimo giorno…

 

Mi sveglio presto e sono ancora infuriata per tutti i soldi spesi per una sola notte. E la colazione non è neanche compresa!

Per tirarmi su di morale, guardo fuori dalla grande vetrata che dà sul balcone. Siamo a pochi metri dalla spiaggia e ci sono anche le palme. Esco per rimirare meglio il panorama. Non fa caldissimo, il sole splende, ma l’aria è frizzante. Con le maniche corte fa freddino.

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Oggi è il GRAN GIORNO!

Si torna indietro perché la nostra meta è il Santa Monica Pier, il lungo pontile, costruito nel 1909, dove c’è il famoso cartello che indica la fine della Route 66. Siamo arrivate in fondo…abbiamo raggiunto il traguardo. In tutto – considerate le deviazioni e  le volte che ci siamo perse e siamo dovute tornare indietro – abbiamo fatto circa 6.000 chilometri. Mille in più rispetto alla lunghezza originaria del tracciato.

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Uahoooo!

2013-08-22 21.09.48 (2)Eccoci qui, sul grande molo pieno di ristoranti, negozi di souvenir e tanta gente che va su e giù.

Proprio al centro, effettivamente, c’è un’insegna che recita: “Santa Monica End of the Trail”

Sotto ci sono mille persone in fila per farsi la foto. Avranno percorso tutti la Route dall’inizio alla fine come noi?

Non credo…

Un signore giapponese si offre spontaneamente, chiedendoci se vogliamo una foto insieme (anzi due).

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Che peccato!

End of the trail

Così doveva essere…

Purtroppo, ci renderemo conto troppo tardi che l’inquadratura di entrambi gli scatti è sbagliata e taglia fuori tutta la parte alta del cartello.

Pazienza, noi fin qui siamo arrivate comunque!

 

L’impressione generale è che in California della 66 importi poco. In teoria, sempre sul pier, dovrebbe esserci il memory- shop fondato Robert Waldmire, un artista scomparso nel 2009.

E, in effetti, c’è; ma in mezzo a tutta questa confusione non è valorizzato più di tanto e non c’è nessun personaggio simpatico sulla porta ad accogliere i visitatori.

Sulla Golden Coast c’è ben altro, e lo sappiamo!

Cosa importa ai californiani di una vecchia strada, quando qui ci sono spiagge immense, mega alberghi, viali con palme altissime, surfisti, divi del cinema e tanta bella gente che viene a Los Angeles anche solo per farsi vedere?

Qui tutto sa di Beach Boys, di star di Hollywood, di “money makes the world go round“. Insomma…ce n’è abbastanza.

Certo che si sta bene! 2013-08-22 21.29.13

Oggi a pranzo ci vediamo con Peggy Lou e Paula che sono mamma e figlia. Altre due cugine di Margherita, molto ma molto simpatiche. Ed estremamente ironiche, soprattutto Peggy Lou: un vero portento.

Ci aspettano al Loews Santa Monica Beach Hotel, sedute nella lounge.

Che bello ritrovarle dopo tanto tempo!

Cominciamo con un aperitivo, ma per mangiare ci spostiamo in un altro locale che si trova sul tetto di un grande centro commerciale. Scegliamo un tavolo in terrazza. Un posto molto californiano, con sandwich piuttosto alternativi, sofisticati e – soprattutto – fat-free: siamo nello stato che ha il culto del cibo sano, della forma fisica e dello sport.

Qui continuiamo a bere, questa volta vino bianco. Con Peggy Lou e Paula è impossibile tenere basso il tasso alcolico. Ci raccontiamo tante cose, loro sono deliziose.

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Cin-cin!

Dopo pranzo, ci propongono di trasferirci nel bar della hall di un altro hotel super lussuoso – lo Shutters on the Beach Hotel – con una grande sala tutta a vetrate che si affaccia sull’oceano.

E vai con un altro drink, naturalmente!

Bella giornata! E’ giunta l’ora di dirsi good-bye.

Paula ci consiglia,di fermarci una notte a San Clemente, durante la nostra discesa verso San Diego, dove trascorreremo gli ultimi tre giorni prima di riprendere l’aereo e tornare in Italia.

E’ tanto gentile da prenotarci lei la stanza.

Baci e abbracci…loro devono rientrare a Palm Desert prima di sera.

Con tutto quello che abbiamo bevuto ci sentiamo un po’ affaticate e… annebbiate. Quindi, prima di riprendere la macchina, facciamo due passi sulla spiaggia. E’ gigantesca!

Il sole sta per tramontare, c’è tanta gente che corre, qualcuno va in bicicletta, altri fanno addirittura ginnastica con il personal trainer.

Viva il fitness!

Noi, invece, siamo accasciate su una panchina.

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Basta tergiversare, è ora di alzarsi e di rimettersi in marcia.

L’intenzione è quella di seguire la strada lungo la costa, così il bel panorama ci terrà sveglie. Purtroppo, costeggiare l’oceano non è sempre possibile: alcuni tratti sono chiusi, perché di proprietà d’alberghi e residence.

Attraversiamo Laguna Beach (bella!), poi Gana Point, altro posto non male, e infine – già con il buio fitto – arriviamo a San Clemente. Ho una fame terribile ed è molto tardi. Ci sarà ancora qualcosa di aperto?

Niente da fare, è tutto chiuso.

Stasera, va così e , per la prima volta in tutta la vacanza, non ci resta che testare uno di quegli squallidissimi drive in dove si ordina il cibo dall’automobile.

Una cena di una tristezza sconfinata con due pizze nei cartoni- piccole e già tagliate a fette – che ci portiamo in albergo.

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Margherita, il giorno dopo, mi farà notare che io – nevrotizzata e stordita dalla troppa fame – mi sono mangiata anche un paio di fette sue.

Scusa…

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