Verso San Diego

 

Ultimi giorni…

 

Giornata meravigliosa e piena di sole.

Oggi gireremo un po’ su e giù fra le varie località della costa. Cominciamo, tornando indietro di qualche chilometro – a Laguna Beach – che ieri sera ci era sembrata particolarmente carina.

Quattro passi sulla via centrale, una sosta per il caffè e via… ad ammirare l’oceano.

Laguna Beach

 

Ma quanto è bello?!

E poi la spiaggia è vuota, non c’è quasi nessuno.

Che meraviglia, siamo completamente rilassate e senza l’ansia di dover fare tutto di corsa. Abbiamo detto alla cugina Lynn (che ha la nostra età, anzi è più giovane di qualche anno) che arriveremo a San Diego entro sera, senza fretta. Godiamoci questo ritmo lento, dopo giorni e giorni di lunghi trasferimenti, con l’ansia di essere sempre in ritardo sulla tabella di marcia.

Godiamoci anche il fatto che ieri sera è stata la nostra ultima notte in un motel. E’ molto eccitante cambiare posto ogni giorno, ma il continuo fare e disfare valigie, con la paura di dimenticare in giro qualcosa, stava cominciando a diventare un po’ troppo faticoso.

Ritorniamo a San Clemente, dove facciamo un bel giro. Non ci eravamo accorte con il buio di quanto fosse graziosa: piccole casette basse in stile messicano, fiori ovunque e una magnifica spiaggia.

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Saliamo sul pier e camminiamo fino in fondo…siamo in mezzo al mare. 2013-08-23 23.32.23

Ci sono i surfisti, sono tantissimi; ci sono i gabbiani che vengono a posarsi indisturbati sul parapetto del pontile, oppure sulla sabbia.

Che pace! Gabbiano

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Breve sosta per un hot-dog al volo e continuiamo a passeggiare. Il bagno no, chissà perché non ci va di farlo; strano soprattutto per me che sono una fanatica dell’acqua. Ma l’oceano è diverso: a parte la temperatura che scoraggia parecchio, quello che non invoglia è anche il colore a riva, tipo giallo opaco, per non parlare del misterioso fondale.

Mi accontento di pucciare i piedi.

012

Verso le tre del pomeriggio, ripartiamo in direzione sud.

Seguiamo la strada costiera che non solo è panoramica, ma attraversa un litorale molto selvaggio. Non ci sono case, residence o hotel, solo campeggi per miglia e miglia. E’ così, fino Oceanside che dista poche miglia da San Diego.

Nei giorni seguenti, Lynn ci spiegherà che tutto questo territorio è di proprietà militare, quindi vincolatissimo; in più ha il vantaggio di costituire anche una sorta di “fascia di protezione” fra Los Angeles e San Diego

Negli ultimi anni nella megalopoli di L.A c’è stato una fortissimo dilagare di organizzazioni malavitose che hanno preso il controllo su molte aree limitrofe. Senza però raggiungere mai San Diego che, tutto sommato non è poi così distante (poco più di 190 chilometri).

Sono più o meno le 17 quando arriviamo e siccome in questa città ci sentiamo “a casa” (perché tre anni fa da Lynn abbiamo passato circa 20 giorni), ci fermiamo in un centro commerciale che ha l’aria familiare e facciamo la spesa per la cena.

Compriamo anche un paio di bottiglie di Red Cat , quel rosso che a Barstow ci era piaciuto tanto.

 

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E questa è la chiusura del nostro viaggio. I giorni a San Diego, prima della partenza definitiva,  sono stati molto importanti e piacevoli.

Un po’ di tempo per noi: la felicità di rivedere Lynn e sua figlia Nicole; il ritorno in posti che ci erano piaciuti tanto, come La Jollaun paio di serate tranquille a chiacchierare sedute al grande tavolo nel backyard. La jolla

Tempo che ci ha aiutato a rimettere a posto le idee – tante e confuse per aver girovagato e visto troppo! – e a entrare, a poco a poco, nell’ottica del rientro in Italia.

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A pranzo a La Jolla

 

Grazie, dolce Lynn, sempre così ospitale… 

 

Poi, il 26 agosto siamo ritornate a Los Angeles, direttamente all’aeroporto per riconsegnare la macchina…ah, che strappo al cuore!

La procedura è stata velocissima, abbiamo raccolto tutti i nostri oggetti nell’abitacolo. Una signora dell’agenzia “Alamo” ha fatto rapidissimamente il check out, quando noi eravamo ancora in macchina. Il pagamento è stato immediato (hanno prelevato all’istante dalla carta di credito quello che ancora dovevamo: non ce ne siamo neanche accorte).

Un minuto dopo eravamo sedute su una panchina, con le valigione davanti, a  guardare la nostra Buick che veniva portata via.

Mi sono accorta che la stavo salutando con la mano…

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Ciao Blue Buick!

La nostra splendida “economy car “ci ha fatto attraversare l’America, si è spinta su itinerari a volte  estremi, ma non ci ha mai lasciato a piedi.

Quando segui una strada così lunga hai forte, dentro di te, la sensazione di sapere sempre dove stai andando, anche se in quel posto non ci sei mai stato.

Semplicemente, ti  lasci portare e guidare …con fiducia.

E’ il fascino dell’avventura che ti fa sentire profondamente in armonia con te stessa e con quanto ti circonda.

E, intanto, guardi il paesaggio scorrere, insieme a quella rassicurante linea gialla che sembra non finire mai.

 

Non ho dubbi: rifarei tutto da capo!

 

 

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